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È innanzitutto opportuno distinguere il processo
di archiviazione elettronica da quello di conservazione
sostitutiva. L'archiviazione elettronica non è
disciplinata da alcuna normativa e può essere
fatta a uso interno dell'azienda per ottenere i benefici,
quale un accesso immediato, semplice e razionale ai
documenti.
Per
conservazione sostitutiva si intende invece il processo
informatico che, attraverso l'impiego della firma digitale
e della marcatura temporale, permette alle aziende di
archiviare documenti, anche fiscali quali libri contabili
e fatture, in formato digitale. A livello tecnologico
tra i due processi non esiste alcuna differenza (se
non per l'impiego della firma digitale e della marcatura
temporale); la differenza sta nel fatto che la conservazione
sostitutiva è regolamentata da normative (Decreto
del Ministero dell'Economia e delle Finanze del 23 gennaio
2004/ Delibera CNIPA 11/2004) volte garantire nel tempo
l'integrità e la leggibilità di un documento
informatico.
Obiettivo di un buon sistema di archiviazione elettronica
è quello di aumentare l'efficacia e affidabilità
nei processi, la riduzione dei costi e risparmio di
tempo spesi per la ricerca e la trasmissione dei documenti:
l'archiviazione e la consultazione della documentazione
nei tradizionali archivi cartacei infatti sono attività
laboriose e dispendiose in termini di tempo e di risorse,
dal momento che gli utenti devono recarsi all'archivio
per prelevare il documento (e non è detto che
questo deposito sia collocato tra le mura aziendali),
ricercare manualmente il documento, tornare alla propria
postazione di lavoro e riporre nuovamente il documento
prelevato nell'archivio. 
Gli inconvenienti di una gestione obsoleta dell'archivio
sono molti: un utente distratto può smarrire
il documento oppure riporlo nell'archivio nel posto
sbagliato con conseguenze facilmente immaginabili. I
documenti non possono essere condivisi da più
utenti contemporaneamente e tanto meno consultati via
Web, il che è invece possibile quando i documenti
sono digitalizzati. Gli archivi tradizionali sono poi
più 'indifesi' rispetto a quelli digitali sia
in termini di riservatezza e di accessi indesiderati
(password e strumenti di crittografia non sono utilizzabili)
che di eventi disastrosi, quali possono essere incendi
o alluvioni. L'archiviazione elettronica è dunque
il metodo migliore per superare tutti questi limiti
e ottenere risparmi in termini di tempi di archiviazione
e di ricerca del documento, maggiore sicurezza negli
accessi e ottimizzazione dello spazio fisico (anche
qualora non si volessero distruggere gli originali,
questi, non dovendo essere più continuamente
consultati, possono essere conservati in spazi più
ridotti e meno costosi oppure "delocalizzati"
trasferendoli fisicamente presso magazzini esterni adibiti
alla loro conservazione).
Una precisazione importante: quando si parla di archiviazione
elettronica ci si riferisce alla digitalizzazione del
documento originale e non alla eliminazione di tutta
la carta circolante in azienda. I documenti manterranno
una doppia natura 'cartacea' e 'digitale': gli utenti
avranno sempre necessità di stampare e copiare
documenti perché essi hanno ormai acquisito familiarità
con il supporto cartaceo che manterrà ancora
per lungo tempo la sua ragione di essere.
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